Italia in Pillole: abete
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lunedì 12 novembre 2012

Abete di San Pietro


Come da parecchio tempo, anche quest’anno il presepe di piazza San Pietro sarà abbellito da un abete proveniente da una specifica nazione del mondo: non si fa distinzione tra Paese industrializzato o Paese del Terzo Mondo, tra metropoli o villaggio... la partecipazione è aperta a tutti.

Il 5 dicembre prossimo sarà prelevato dalla sede naturale e trasportato a Roma un abete pescolano, proveniente cioè dal comune montano di Pescopennataro, in provincia di Isernia, in occasione dei festeggiamenti del Santo Natale: il paese, non a caso, è detto “Paese degli Abeti” per la presenza sul suo territorio dell’abete bianco. L’abete è alto 28 metri, ha un’apertura dei rami alla base di 12 metri ed è stato individuato in località “Bosco Abeti Soprani” che è un Sito di Importanza Comunitaria con superficie complessiva di oltre 3.000 ettari.

Il signor Pompilio Sciulli, sindaco del piccolo paesino (poco più di 300 abitanti), è talmente soddisfatto della scelta che la definisce come un sogno che si realizza dopo tanti anni di attesa, dato che portare un abete in Vaticano era uno degli obiettivi da lui prefissato quando fin da quando fu eletto nel 2004. L’invio a Roma di tutti i documenti, con la speranza di essere scelti, e quest’anno finalmente la notizia è arrivata: Pescopennataro, anche se uno dei più piccoli d’Italia, fornirà l’abete... e pensare che l’anno scorso l’abete arrivò dall’Ucraina.

Se la commissione esaminatrice ha accettato la richiesta del comune di Pescopennataro, vuol dire che l’abete è bellissimo, e questo non può essere campanilismo paesano, dato che l’albero deve rispondere a canoni e criteri precisi, altrimenti non può partire per il Vaticano.

La cerimonia per l’addobbo e l’accensione si svolgerà il 14 dicembre in piazza San Pietro ed il sindaco conferma la partecipazione massiccia della comunità pescolana per vivere un’emozione che resterà unica per il Molise per molti e molti anni.

venerdì 29 luglio 2011

DE LAURENTIIS SHOW, PARTE SECONDA

"L'altra sera, in occasione della compilazione dei calendari, non ho fatto il cafone in casa di altri, ma ho fatto il cafone in casa mia, nel mio contesto, tra i miei colleghi. Volevo solo tutelare gli interessi delle squadre impegnate nelle coppe, quindi gli interessi dell'Italia calcistica".

Così il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, torna su quanto accaduto mercoledì sera nel corso di un faccia a faccia con i tifosi azzurri pochi minuti prima di una amichevole precampionato che vedrà il Napoli impegnato contro il Barletta. "Ho chiesto ad Abete di dare dimostrazione del fatto che il calcio in Italia ha voglia di maturità e di cambiare - ha aggiunto il produttore cinematografico - Ho proposto la panchina lunga, anche perché è squallido vedere i giocatori in borghese in tribuna. Poi gli ho chiesto di varare un grande campionato di calcio femminile".

De Laurentiis ha quindi lanciato una nuova frecciata alla Lega: "Abbiamo perso tempo con consigli inutili, girando attorno ai problemi."

Qualcuno ricordi a De Laurentiis che:
1) è compito della dirigenza delle squadre in questione preoccuparsi del problema "coppe", non mi pare che negli altri paesi ci si lamenti di giocare l'Europa League; il Napoli stesso, invece, l'anno scorso attuò costantemente il "turnover", dando prova di considerare tale competizione una scocciatura;
2) discorso panchina lunga: la panchina lunga esiste già (a dispetto dell'Inghilterra, ridotta a 5 unità); ed il fatto che i giocatori siano in tribuna forse significa che la gestione della rosa non sia stata particolarmente oculata;
3) ci dica cosa intende fare per il calcio femminile, e magari per gli altri sport, invece di cercare di sviare il discorso dal suo tentativo di ottenere favori per il suo Napoli alle colpe di Abete.