Italia in Pillole: bambini
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domenica 9 dicembre 2012

Caro Babbo Natale...

Anche quest'anno, come in passato, spopolano le lettere inviate a Babbo Natale.
Tantissimi bambini con regolarità ogni anno scrivono con immensa gioia le loro letterine con la lista dei propri desideri e poi trascinano i propri genitori ad imbucarle con la speranza che arrivi a destinazione.
Non tutti sanno però che da qualche anno è attivo un progetto, "I Postini di babbo Natale", organizzato da Poste Italiane che, dopo aver raccolto tutte le lettere destinate a questo personaggio vestito di bianco e rosso,  invia ai piccoli mittenti che le scrivono e le spediscono una risposta con dei piccoli doni come adesivi e libricini da colorare.
Questa splendida iniziativa permetterà ai numerosi bambini, che avranno inserito il loro indirizzo sulla busta spedita anche priva di affrancatura, di ricevere una risposta personalizzata consegnata poi dal postino di quartiere.
La lettera che si riceverà sarà firmata dallo stesso Babbo Natale o da una delle sue aiutanti renne che scriveranno al suo posto a causa dei suoi numerosi impegni per l'imminente consegna dei regali in tutto il mondo.
Una bella idea per festeggiare il Natale e far vivere anche ai più piccoli la sua magia.

giovedì 15 novembre 2012

«Non vai in bagno se non parli in gallese»

Quando un alunno delle elementari di Ceredigion, nel Galles centrale, ha raccontato che a scuola non gli permettevano di andare in bagno se formulava la richiesta in inglese anziché in gallese, inizialmente i genitori sembravano scettici, ma hanno comunque deciso di indagare.
E alla fine hanno scoperto che quello della toilette negata era solo uno dei tanti, assurdi comportamenti messi in atto dagli insegnanti delle scuole della zona che, auto-proclamatisi difensori d’ufficio della lingua gallese, avevano terrorizzato a tal punto i loro scolari che un bimbo di sei anni si rifiutava sistematicamente di parlare in inglese a casa, nel timore di finire nei pasticci, mentre ad un altro era stato intimato «di andare a vivere in Inghilterra» se voleva parlare in inglese e un terzo era stato accusato «di uccidere il gallese» perchè si esprimeva in inglese.
Ma quando una coppia di genitori si è sentita “suggerire” di non leggere le fiabe della buonanotte nell’odiato idioma «perché questo ostacolava l’apprendimento del gallese», si è capito che la misura era colma e che era il caso di intervenire: il dossier con tutte le rimostranze genitoriali nei confronti degli istituti elementari della contea è stato così inviato a Keith Towler che, in qualità di Children’s Commissioner for Wales, si è preso carico della delicata questione. 

venerdì 10 giugno 2011

Quando le parole non bastano

Da uno studio realizzato da Save the Children Italia risulta che una media del 25% dei genitori italiani utilizza ancora le punizioni corporali come metodo educativo/correttivo, ritenendole piu' efficaci delle parole.

In realta'  la punizione fisica non potra' mai sostituire la comunicazione verbale perche' compromette il legame di fiducia tra genitori e figli, in quanto il rispetto reciproco si conquista con il dialogo e la comprensione, ed anche con l'esempio.
Chi ama veramente non ferisce.
Instaurare un regime di paura e' diseducativo perche' distoglie il bambino dall'imparare a distinguere i confini tra bene e male e a risolvere i problemi futuri.

Semplicemente non fara' una determinata azione non perche' la reputa oggettivamente sbagliata, ma solo perche' ha paura degli schiaffi.
Seguiamo il cuore, la mente, l'istinto, l'esperienza,  ma anche i consigli di qualcuno che di figli se ne intende, perche', come dice la Storia,  ne ha avuti cinque e li ha allevati personalmente:

"I bambini dovrebbero essere guidati a comportarsi in maniera degna di lode con l'incoraggiamento e il ragionamento, e certamente non con botte e maltrattamenti".
Plutarco, 46-120 d.C. "L'educazione dei bambini"

martedì 24 maggio 2011

25 maggio 2011 - Giornata Internazionale dei bambini scomparsi

Bambini scomparsi... viene da pensare ai bambini sperduti di Peter Pan, ma questa e' una fiaba senza lieto fine, troppi bambini ne sono entrati per non uscirne piu', forse hanno incontrato Capitan Uncino.
Infatti, secondo i dati della polizia di stato, sono 1033 i casi non ancora chiusi  per le ricerche di minori attivate nel 2009 sul territorio nazionale, 222 nei primi tre mesi del 2010.
Il tema e' molto delicato, con ci sono parole per esprimere solidarieta' ai genitori angosciati rimasti per interminabili giorni, mesi e addirittura anni senza notizie dei loro figli.
Qualche caso e' balzato alla ribalta e ci ha coinvolto direttamente: Santina Renda, Angela Celentano, Denise Pipitone, Madeleine McKenna, le gemelline svizzere Alessia e Livia, ma molti altri casi di infanzia interrotta sono rimasti nell'ombra fino a diventare invisibili.
Miosotis
Soprattutto per dare ancora voce a questi piccoli  nasce,da un fatto di cronaca, la Giornata Internazionale dei bambini scomparsi.
Il 25 maggio 1979 Etan Patz, un bambino di 6 anni che viveva a NewYork nel quartiere di Manhattan, scomparve misteriosamente mentre prendeva l'autobus per andare a scuola.
Il caso coinvolse talmente la popolazione che quel giorno,  a partire dal 1983,  fu proclamato dal Presidente degli Stati Uniti, "Giornata Internazionale dei Bambini Scomparsi",  mentre in Europa l'adesione a questa iniziativa parte dal 2002.
Questa giornata non rappresenta soltanto un movimento di opinione o di solidarieta', ma ha anche un programma di coordinamento sostenuto dalla Commissione Europea per la protezione dei bambini dell'Unione.