Italia in Pillole: ciclismo
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sabato 23 luglio 2011

CICLISMO, IL TOUR È DI EVANS

Grenoble, 17:15 . Andy Schleck, leader della classifica generale prima della cronometro decisiva, taglia il traguardo. Purtroppo per lui per ricoprire i 42,5 km ci ha messo 1'34" di troppo: Cadel Evans,l'australiano della BMC, campione del mondo nella prova in linea nel 2009, vince (salvo cataclismi nella passerella finale di domani) il suo primo grande giro.
Finalmente una grande corsa a tappe nella quale non ha preso una giornata storta (nel 2002 la prima grande delusione: nella tappa di Folgaria andò in crisi e perse la maglia rosa per oltre 8') e nella quale non ha risentito dei postumi di alcune cadute: merito dei suoi compagni di squadra che lo proteggevano bene nella prima settimana, mentre il principale favorito, Alberto Contador, cadeva due volte sull'asfalto francese, assieme ad altri importanti uomini di classifica.
Evans ha legittimato il successo tenendo il ritmo di chi più di lui è avvezzo alle salite e scandendo il ritmo da solo sul Col du Galibier nelle due tappe precedenti la cronometro finale. Poi la cavalcata lungo il percorso che entrava ed usciva dalla città di Grenoble.
Al secondo posto termina Andy Schleck ad 1'34" ed al terzo il fratello Frank Schleck a 2'30", entrambi lussemburghesi, che hanno provato a portare a casa la vittoria giocando le proprie carte in salita.
Colui che più ha dato spettacolo nell'ultima settimana però è stato Contador, vincitore degli ultimi 6 grandi giri cui aveva preso il via. Il corridore spagnolo ha provato a recuperare il ritardo con azioni coraggiose e una d'altri tempi, ma la gamba non era al meglio. Confermando, forse, che nel ciclismo moderno l'accoppiata Giro-Tour non è possibile; o forse che bisogna essere dei fenomeni. L'ultimo a riuscirci fu Pantani.

lunedì 30 maggio 2011

Giro d’Italia 2011: Contador il più forte, Scarponi e Nibali stanno a guardare.

Ieri, domenica 29 maggio,  con la cronometro di Milano si è concluso il 94° giro d’Italia,  dedicato quest’anno al 150°anniversario dell’unità del nostro paese. 
Un giro che doveva vedere protagonisti i corridori di casa nostra e, invece, ancora una volta, tanto per cambiare, abbiamo assistito al dominio di uno spagnolo, Alberto Contador.
Dopo la tragica scomparsa del corridore belga del team Leopard, Wouter Weylandt, durante la terza tappa, i corridori hanno voluto ricordarlo nella quarta tappa con una sorta di processione commemorativa conclusasi, sul traguardo di Livorno, con il commovente abbraccio tra i compagni della Leopard e il miglior amico Tyler Farrar che poi non ce l'hanno fatta a proseguire e si sono ritirati in serata.
Ma quando la gara è ritornata ad essere corsa vera, a parte lo spunto di Scarponi nel finale della settima tappa sul traguardo di Montevergine e l’attacco in discesa nella 15° tappa di Vincenzo Nibali (che, tra l’altro, poi ha pagato con gli interessi staccandosi sia da Contador che da Scarponi), i corridori italiani di classifica si sono sgretolati davanti allo strapotere di Alberto Contador tanto da far rimpiangere campioni quali il vincitore dello scorso anno Ivan Basso, assente per prepararsi al meglio per il Tour de France, e il killer di Spoltore Danilo Di Luca, reduce da 2 anni di stop forzato e quindi presente al giro ma solo negli umili panni di gregario. 
Le uniche emozioni italiane ce le ha regalate Stefano Garzelli, 37 anni e un cuore immenso, protagonista della tappa del Gardeccia dove, dopo una lunga fuga solitaria, conquista la maglia verde degli scalatori ed arriva ad un passo dalla vittoria di tappa.
Poi tutto il resto è storia di Alberto Contador, fuoriclasse
…nel ciclismo, quando coglie tutti di sorpresa sul traguardo di Tropea andando a prendersi la maglia rosa, quando conquista l’Etna mandando in crisi Scarponi, quando stacca di nuovo Nibali e Scarponi  sullo Zoncolan e poi ancora sul Gardeccia, quando vince la cronoscalata del Nevegal
…ma anche nella vita, quando lascia la vittoria prima a Rujano in Austria sul Grossglockner e poi al suo amico Paolo Tiralongo che va a cogliere la sua prima vittoria dopo una lunga carriera da gregario, poi ancora quando alza il dito al cielo per dedicare la vittoria della cronoscalata al suo connazionale Xavier Tondo Volpini, scomparso tragicamente il giorno precedente.
E dopo il Giro, c’è da scommetere che Contador proverà a vincere, nello stesso anno, anche Tour e Vuelta…

lunedì 23 maggio 2011

Il Crostis? Non si fa!




Era la tappa forse più attesa del 94° Giro d’Italia, una delle più difficili, questa 14/a del giro, con la temibile ed emozionante discesa del Crostis e la successiva scalata del monte Zoncolan. E invece, adducendo varie motivazioni, dalla scarsa sicurezza della discesa alla impossibilità delle ammiraglie a seguire i corridori, il Crostis è stato tolto dal giro. In seguito alla decisone degli organizzatori, spinte dalla delusione alcune persone minacciavano di bloccare il giro e quindi altra diminuzione della lunghezza della tappa. Ecco alcune dichiarazioni in merito all'accaduto.

”Il Crostis? Dal punto di vista della sicurezza sportiva era molto peggio lo Zoncolan. Di chi e’ la colpa del cambiamento di programma? Dei poteri finanziari forti, ma ce l’ho anche con qualcuno che va in bici”. Il rammarico di Enzo Cainero, organizzatore della tappa. ”La vera motivazione di questo annullamento lo conoscete tutti. Il problema che siamo subordinati ai poteri finanziari forti. Quando finira’ questo Giro faro’ nomi e cognomi. Mi scuso della decisione presa oggi in corsa, temevo incidenti. Sapevo che i tifosi erano arrabbiati, c’erano anche uomini della polizia. I fischi al traguardo a Contador? Erano niente in confronto ai tifosi che c’erano sul Tualis. Le scritte contro Contador e il suo team manager Riis? Era il minimo, sono stati buoni. Io ho rivolto loro un appello, gli ho detto: ‘Non bloccatemi il Giro, non fatemi questo”’.

”La cancellazione del Monte Crostis dal percorso della tappa odierna del Giro d’Italia, Lienz-Monte Zoncolan e’ una scelta che dobbiamo rispettare ma che davvero non comprendiamo”. Lo afferma in una nota il vicepresidente del Friuli Venezia Giulia, Luca Ciriani. ”La Regione ha fatto uno sforzo incredibile facendo il massimo per permettere che il Giro passasse dalle nostre strade. Comunque, questa vicenda non ha rovinato la grande festa che ha visto protagonista la nostra gente. Con questo trittico di tappe abbiamo scritto una pagina storica dello sport e del ciclismo. Non era infatti mai successo prima che il Giro d’Italia si fermasse tre giorni in regione”.

”Mi sarebbe piaciuto vincere, questa e’ una salita che conosco bene, l’ho fatta tante volte. Se ci fosse stato il Crostis sarebbe stata una tappa diversa”. Vincenzo Nibali era deluso, Il cambiamento del programma lo ha penalizzato, nella discesa del monte che è stato cancellato avrebbe potuto recuperare su Alberto Contador, avvicinandosi al leader della corsa.

Il giro, con la tappa vinta poi da Anton, si trascinerà dietro queste scelte e queste polemiche che di certo non hanno fatto fare una bella figura al ciclismo.