Italia in Pillole

giovedì 15 novembre 2012

«Non vai in bagno se non parli in gallese»

Quando un alunno delle elementari di Ceredigion, nel Galles centrale, ha raccontato che a scuola non gli permettevano di andare in bagno se formulava la richiesta in inglese anziché in gallese, inizialmente i genitori sembravano scettici, ma hanno comunque deciso di indagare.
E alla fine hanno scoperto che quello della toilette negata era solo uno dei tanti, assurdi comportamenti messi in atto dagli insegnanti delle scuole della zona che, auto-proclamatisi difensori d’ufficio della lingua gallese, avevano terrorizzato a tal punto i loro scolari che un bimbo di sei anni si rifiutava sistematicamente di parlare in inglese a casa, nel timore di finire nei pasticci, mentre ad un altro era stato intimato «di andare a vivere in Inghilterra» se voleva parlare in inglese e un terzo era stato accusato «di uccidere il gallese» perchè si esprimeva in inglese.
Ma quando una coppia di genitori si è sentita “suggerire” di non leggere le fiabe della buonanotte nell’odiato idioma «perché questo ostacolava l’apprendimento del gallese», si è capito che la misura era colma e che era il caso di intervenire: il dossier con tutte le rimostranze genitoriali nei confronti degli istituti elementari della contea è stato così inviato a Keith Towler che, in qualità di Children’s Commissioner for Wales, si è preso carico della delicata questione. 

Il vino novello


Il vino, per potersi definire novello, deve avere almeno il 30% delle uve che abbiano subito la macerazione carbonica, il restante 70% possono essere trattate con tecniche di vinificazione classiche. La macerazione carbonica consiste nel mettere grappoli di uva interi, intatti, non diraspati, per un tempo variabile da qualche ora a più giorni, dentro un serbatoio ermetico saturo di anidride carbonica in modo da produrre una fermentazione alcolica con la trasformazione degli zuccheri in alcol etilico 

In Sabina il giorno di San Martino è il giorno del vino novello, con le prime bottiglie che sono aperte dopo la vendemmia settembrina. Una vendemmia di ottima qualità, quella targata 2012, date le caratteristiche climatiche che si sono verificate in quest’anno.

Come la tradizione impone, nel paesino di Magliano, la Cantina Vi.co.sa. organizza la manifestazione “Novello in Cantina” per avvicinare gli amanti del vino, ma anche i neo “adepti”, ai veri aromi e gusti autunnali.
Per tutti quanti, il programma della giornata è stato strutturato in modo da armonizzare le visite guidate, con ingresso libero al frantoio di via Madonna Grande, con le degustazioni di vini e gli assaggi di bruschette fatte con il pane locale.
A mezzogiorno è stato servito il pranzo rustico mentre, per l’intera giornata, la musica dal vivo ha accompagnato la “scorpacciata” di castagne (altro prodotto tipico del luogo che regna sovrano in questo periodo autunnale in ogni casa).
Il vino novello è stato protagonista anche nel paese di Torri quando sono iniziate le sue degustazioni, a partire dalle prime ore del pomeriggio, durante la sagra del prosciutto offerto dalla Pro Loco nel centro storico del paese.
Nel pomeriggio a Piani di Poggio Fidoni il protagonista è stato un buon rosso fruttato che ha accompagnano, anche in questo luogo, gli assaggi di castagne, bruschette e dolci nella Castagnata di San Martino.
Dalla mattinata ancora vino novello anche ad Ascrea per esaltare i sapori durante le degustazioni alla festa della castagna ed a Borgo Velino dove si è svolta la sagra del marrone antrodocano.

mercoledì 14 novembre 2012

Mangiare di notte fa ingrassare di più

Chiunque abbia mai avuto problemi di peso o semplicemente di linea sa che saccheggiare il frigorifero nelle ore notturne è una cosa poco indicata da fare.
Lo studio americano ha previsto la rimozione del gene-orologio Arntl (traslocatore nucleare per il recettore arilico) dalle cellule del tessuto adiposo di alcuni topi da laboratorio. L'Arntl è un gene che codifica alcune delle proteine che determinano il ciclo circadiano e l'effetto della sua rimozione dalle cellule dei roditori ha fatto sì che questi si nutrissero, con le abituali quantità di cibo, di giorno invece che di notte (i topi sono animali notturni per quanto riguarda l'alimentazione). Questo semplice slittamento d'orario ha prodotto topi obesi e con grandi riserve di energie. I ricercatori inoltre, hanno osservato lo stesso aumento di peso in altri topi ai quali non era stato cancellato il gene-orologio, sottoponendoli semplicemente allo stesso regime alimentare.

Il processo legato allo stimolo della fame coinvolge oltre al sistema nervoso centrale anche altri organi come il cuore e il fegato. Le cellule adipose invece svolgono l'importante compito di tenere aggiornato il cervello sulle quantità di energia disponibile. Lo fanno secernendo un ormone, la leptina, che quando raggiunge una determinata concentrazione stimola il nostro organismo a bruciare energie e riduce l'appetito. Il team della Penn University (guidato da Georgios Paschos e Garret FitzGerald, direttore dell’Institute for Translational Medicine and Therapeutic) ha rimarcato che a essere interessati dalle conseguenze dell'eliminazione dei geni-orologio sono stati i geni deputati a regolare il rilascio nel flusso sanguigno di acidi grassi insaturi. I livelli di questi ultimi erano infatti notevolmente bassi nel sangue delle cavie con l'orologio biologico alterato, ma gli accademici statunitensi hanno dimostrato che è sufficiente sopperire chimicamente a questa carenza per fare sì che l'orologio circadiano riprenda a funzionare correttamente. «Quello che abbiamo scoperto - ha dichiarato Garret FitzGerald - è che cambiamenti a breve termine hanno un effetto immediato sul ritmo alimentare che portano a un aumento del peso corporeo nel lungo periodo».

Autostrada ecologica


Che ne pensate di andare in autostrada con la macchina elettrica? Sembra quasi uno scherzo ma, invece, è una proposta concreta, pensata per un rilancio della mobilità a smog zero (sempre che l’elettricità sia ottenuta da fonti rinnovabili come vento, acqua e sole).

Questa è l’idea, lanciata nel corso di MobilityTech, che prevede la creazione, sui 97 chilometri della Milano – Brescia,  di una flotta di 72 auto elettriche, 18 parcheggi di interscambio con 144 punti di ricarica presso le uscite autostradali, 10 punti di fast charge ed un’infrastruttura formata da pensiline fotovoltaiche alimentate da fonti rinnovabili certificate.
L’obiettivo è un risparmio annuale, nell’autostrada più congestionata d’Italia, di 315 tonnellate di CO2 e di 242 mila euro di carburante.
Lo studio e la valutazione del progetto sono stati messi a punto considerando i chilometri che si prevede faranno le auto della flotta di car sharing e calcolando il doppio risparmio: da una parte si evita l’emissione di CO2 al chilometro, dall’altra si guadagna sulla differenza tra un carburante che costa in media 14,5 euro per 100 chilometri ed un “pieno” elettrico che, per la stessa distanza, richiede solo 2,5 euro.

Come per tante altre innovazioni, l’idea è stata semplicemente “importata” da esperienze che cominciano a maturare in altri paesi europei: in Olanda sono in fase di realizzazione un corridoio autostradale (160 chilometri dal confine con la Germania fino a Rotterdam) con ricariche elettriche per i veicoli ed un parco di 3.500 macchine con la spina in car sharing ricaricata esclusivamente da fonti rinnovabili. In Gran Bretagna 3 colonnine per fare il pieno in 30 minuti saranno collocate tra Londra e Birmingham ed anche in questo caso saranno il vento e il sole a permettere agli automobilisti di ripartire. Infine anche ad Est qualcosa si muove: pochi mesi fa è stato firmato un accordo tra l’Ibm e la Zapadoslovenska (un’utility slovacca) per elettrificare con 9 punti di ricarica i 79 chilometri di autostrada tra Vienna e Bratislava. E oltreoceano, in California, lungo l’asse San Francisco – Los Angeles, ci sono già vari punti di ricarica per veicoli elettrici.

martedì 13 novembre 2012

La Croce di marmo


L’installazione dello scultore Mimmo Paladino a Firenze occupa praticamente tutta piazza Santa Croce: è una gigantesca croce (80x50 metri), realizzata con più di 50 blocchi di marmo nell’ambito della manifestazione Florens 2012.


È un appuntamento decisamente diverso da quello che è in corso all’interno del Battistero, sempre nell’ambito di Florens, dove sono visibili tre Crocifissi lignei tra i più importanti della storia dell’arte italiana, realizzati da tre artisti dalle caratteristiche diverse come Donatello, Michelangelo e Brunelleschi, per la prima volta visibili insieme, e già meta di un’interminabile fila di visitatori.

Ma la Croce di Mimmo Paladino, con blocchi di marmo estratti dalle cave di Carrara, alcuni alti fino a 4 metri, di forma e colore diversi, è la dimostrazione che l’arte contemporanea può vivere in una città antica e ricca di monumenti come quella di Firenze.
Nei grandi blocchi i visitatori possono lasciare se stessi, il ricordo del loro passaggio, con l’impronta della propria mano: secondo l’idea dell’artista devono “vivere l’opera d’arte” perché altrimenti è difficile cogliere la creatività nella sua interezza. La Croce ridà orientamento anche alla vita delle persone, che non si ritrovano in uno spazio qualsiasi, ma in un luogo che possiede una precisa identità spaziale, come lo vollero i Fiorentini quando lo crearono come spazio della predicazione della Parola: appunto, la parola della Croce.
Un orientamento che “conduce ad un approdo preciso, una basilica francescana che è al tempo stesso il pantheon dei grandi del nostro popolo, credenti e non”, ha commentano mons. Betori (arcivescovo della diocesi di Firenze).

Si potrebbe concludere dicendo che l’installazione di Paladino a Firenze si interroga sul significato dell’arte, della bellezza, su come si può costruire qualcosa di importante partendo dalla cultura.

Vendite a coupon, arriva il codice di autodisciplina.

Garanzia di trasparenza sui prezzi: è questa la finalità primaria del nuovo Codice di Autoregolamentazione relativo alle modalità di comunicazione e di diffusione degli sconti e della comparazione dei prezzi online che il consorzio Netcomm ha presentato alla Camera dei deputati e che verrà adottato a partire dal 1 gennaio 2013. 
Vista la diffusione massiva dei siti di couponing come Privalia e Groupon, il consorzio si è sentito in dovere di autoregolamentare le imprese che ne fanno parte al fine di tutelare i clienti e il mercato stesso.

«Il codice rispetta le regole sull’e-commerce sancite dall’Unione Europea e si basa sul concetto di trasparenza», dice il presidente Roberto Liscia. Il web è infatti uno dei fattori trainanti dell’economia globale e potrebbe anche essere un punto strategico per lo sviluppo dell'economia.

Il Codice sarà solo il primo di una serie di autoregolamentazioni: ne seguiranno altri sulle modalità e i tempi di consegna dei prodotti e sulla tutela della gestione dei dati. 

Però, nonostante la costante crescita dell’uso di internet è innegabile che in Italia persista una notevole diffidenza nell’acquistare on-line, sia da parte dei consumatori, sia delle aziende. Tre le garanzie fondamentali sancite dal nuovo codice: in primis quella della trasparenza del prezzo, che deve essere ben visualizzabile. In secondo luogo viene regolamentato il concetto di sconto o risparmio.

lunedì 12 novembre 2012

Abete di San Pietro


Come da parecchio tempo, anche quest’anno il presepe di piazza San Pietro sarà abbellito da un abete proveniente da una specifica nazione del mondo: non si fa distinzione tra Paese industrializzato o Paese del Terzo Mondo, tra metropoli o villaggio... la partecipazione è aperta a tutti.

Il 5 dicembre prossimo sarà prelevato dalla sede naturale e trasportato a Roma un abete pescolano, proveniente cioè dal comune montano di Pescopennataro, in provincia di Isernia, in occasione dei festeggiamenti del Santo Natale: il paese, non a caso, è detto “Paese degli Abeti” per la presenza sul suo territorio dell’abete bianco. L’abete è alto 28 metri, ha un’apertura dei rami alla base di 12 metri ed è stato individuato in località “Bosco Abeti Soprani” che è un Sito di Importanza Comunitaria con superficie complessiva di oltre 3.000 ettari.

Il signor Pompilio Sciulli, sindaco del piccolo paesino (poco più di 300 abitanti), è talmente soddisfatto della scelta che la definisce come un sogno che si realizza dopo tanti anni di attesa, dato che portare un abete in Vaticano era uno degli obiettivi da lui prefissato quando fin da quando fu eletto nel 2004. L’invio a Roma di tutti i documenti, con la speranza di essere scelti, e quest’anno finalmente la notizia è arrivata: Pescopennataro, anche se uno dei più piccoli d’Italia, fornirà l’abete... e pensare che l’anno scorso l’abete arrivò dall’Ucraina.

Se la commissione esaminatrice ha accettato la richiesta del comune di Pescopennataro, vuol dire che l’abete è bellissimo, e questo non può essere campanilismo paesano, dato che l’albero deve rispondere a canoni e criteri precisi, altrimenti non può partire per il Vaticano.

La cerimonia per l’addobbo e l’accensione si svolgerà il 14 dicembre in piazza San Pietro ed il sindaco conferma la partecipazione massiccia della comunità pescolana per vivere un’emozione che resterà unica per il Molise per molti e molti anni.

domenica 11 novembre 2012

Il gatto postino


Tra i suoi postini, la città di Philadelphia ne annovera uno insolito. Lui guida una bicicletta mentre lei si accomoda sulle sue spalle lasciandosi trasportare per la città. Si tratta della gattina MJ (diminutivo di Mary Jane), una gatta di sei mesi di razza europea che insieme al padrone, il 25enne Rudi Saldia, consegna posta e pacchi per la città, divenendo l'attrazione del momento.

Dopo aver scoperto che il posto preferito in assoluto della sua gatta erano le sue spalle, Rudi ha deciso di addestrarla ad accompagnarlo al lavoro. Al suo primo giorno di lavoro, MJ ha resistito per un isolato e adesso è in grado di fare circa 25 miglia in spalla godendosi il vento che soffia attraverso la sua pelliccia, il tutto senza procurare alcun graffio al suo padrone.

Una curiosità sul mondo animale che piace e intenerisce tutti e che ricorda le avventure del cartone animato britannico Postman Pat, un postino che non consegna mai la posta senza aver con sé il suo gatto bianco e nero.

A chi non piacerebbe un gattino cosi?

La vendetta dello studente


A quanti è capitato arrivare a scuola qualche frazione di secondo dopo che è suonata la campanella? La risposta è.... praticamente a centinaia di migliaia di studenti ed i motivi sono i più strani: dalla sveglia che non è suonata (prima causa di ritardo per eccellenza), al traffico, all’autobus passato in ritardo oppure al fornaio che non aveva il resto del pagamento della pizza bianca appena sfornata.
Una di queste deve essere stata la causa del ritardo a scuola di un ragazzo di Treviso, ma il professore lo ha costretto fuori dalla porta del laboratorio perché era arrivato dopo il suono della prima campanella: ma la punizione che gli era stata inflitta per il ritardo, cioè dover aspettare l’inizio dell’ora successiva per poter prendere parte alla lezione, al ragazzo proprio non è andata a genio.

Così dopo qualche minuto passato a rimuginare davanti alla macchinetta del caffè, lo studente è uscito, ha inforcato il suo scooter, ha fatto un paio di giri attorno all’istituto e poi è entrato, fragorosamente, con l’acceleratore a manetta, all’interno del corpo centrale dell’edificio, iniziando a disegnare delle serpentine lungo i corridoi della scuola. Richiamati dal forte rimbombo, insegnanti e studenti si sono affacciati un po’ da tutte le aule dell’istituto e lo hanno convinto a fermarsi ed a scendere. 

Una volta parcheggiato lo scooter, nel cortile della scuola, lo studente non solo non è rientrato in laboratorio, ma è stato spedito direttamente in presidenza, dove, al termine di un lungo confronto con la dirigente scolastica, si è beccato due settimane di sospensione. Sui particolari, però, l’Istituto Professionale Giorgi di Treviso (dove è accaduto il fatto) ha scelto di mantenere il più stretto riserbo.


E pensare che una volta i professori mettevano in punizione gli alunni sui ceci, dietro la lavagna con il cappello da somaro o, peggio, rifilavano al povero malcapitato studente, una serie di colpi sulle mani con aste di legno: come avrebbero dovuto reagire allora quei ragazzi?
Sono cambiati i tempi: professori attenti perché non sapete fino a che punto un ragazzo punito possa reagire!

sabato 10 novembre 2012

Cosa vuoi a cena?


Se vi piacciono le patate al forno o magari preferite quelle fritte o lesse bisogna approfittarne ora perché, pare, che in un futuro non molto lontano, non sarà più così!
Sarà una delle conseguenze dei cambiamenti climatici, ed il responsabile numero uno è l’aumento costante delle temperature medie della Terra. Così un frutto adatto a temperature tropicali, come la banana, progressivamente sostituirà, anche ad altitudini più elevate, una coltivazione altrettanto nutriente, la patata appunto, ma maggiormente abituata ad un clima più fresco.

Il futuro delle patate era sicuramente più roseo fino soltanto a 5 anni fa: il 2008, infatti, fu proclamato dall’Onu “anno internazionale della patata”. Il noto tubero, con i prezzi dei cereali alle stelle, era considerato l’alimento top per i piccoli agricoltori a basso reddito e per i consumatori dei paesi poveri. Con il suo concentrato di carboidrati, con l’aggiunta di proteine, vitamina C e potassio, ed un prezzo poco altalenante, si faceva preferire come cibo del futuro.
Ora, però, il destino sembra essere segnato anche per altri prodotti come il mais, il riso ed il grano, che, per costi di produzione elevati a discapito degli introiti delle vendite, stanno cedendo il passo alla soia e ad altri alimenti. Ed allora, come per le patate, ci sarà bisogno di validi sostituti alimentari: i principali indiziati sembrano essere la tapioca ed i fagioli cowpea.
L’idea che i legumi possano divenire la fonte principale per soddisfare il fabbisogno di proteine è anche dovuto al prezzo della carne in costante aumento. La soluzione sarà un pasto tipo profondamente modificato nei prossimi 20 anni.

Ma allora.... cosa ti preparo a cena?
Gli insetti e le alghe dovrebbero essere destinati ai posti d’onore nei prossimi menu dei migliori ristoranti del mondo. In particolare gli insetti che offrono lo stesso valore nutrizionale della bistecca e sono un’ottima fonte di proteine; allevare insetti costa meno perché consumano meno acqua e non inquinano come i bovini e, inoltre, ce ne sono al mondo 1.400 specie commestibili tra bruchi, cavallette e cicale che potrebbero essere macinati ed utilizzati, insieme ad una parte di carne, nella produzione di hamburger per rendere così meno indigesti ai palati occidentali un tale tipo di prodotto.

E la dieta mediterranea che fine farà.... e come faremo noi Italiani?